8 Ottobre

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52 risposte a Scrivimi

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  1. pietro

    Caro Rao,
    prima di aprire il tuo blog ho visitato il sito di cuori neri, dove ho lasciato un commento al tuo ultimo lavoro. Uso il tu per colleganza di mestiere, sono anch’io giornalista, anche se mi occupo di tutt’altro settore.

    Leggendo il libro ho potuto rilevare alcune omissioni o, meglio, fatti narrati in maniera incompleta. Come ho scritto nel post di cuori neri, sono stato un dirigente dei Volontari Nazionali MSI fino al loro scioglimento. Non ho mai militato in organizzazioni extraparlamentari, ma ho conosciuto alcuni dei personaggi da te citati nel libro.

    Tramite loro ho una conoscenza dei fatti un po’ più ampia di quanto tu riporti. Se lo ritieni, e se lo gradisci, vorrei poterti incontrare per parlarne.
    Pur vivendo nelle campagne abruzzesi, per lavoro faccio la spola tra Roma e Milano. Via mail potremmo fissare un incontro dove preferisci.
    Cordialmente,
    Pietro D’Intino ( solo omonimo del compagno di tenda di Esposti)

    15:46, Commento
  2. Nicola

    Scrivimi all’indirizzo mail che leggi qui sopra e ne parliamo meglio.
    Ps: ogni libro contiene delle inesattezze e delle imprecisioni. Purche’ non si superi la soglia della media ‘fisiologica’ che, sinceramente, credo di non aver varcato.
    Ma fammi senz’altro sapere a cosa ti riferisci.
    Un saluto

    08:50, Commento
  3. pietro d'intino

    Come mi hai indicato, ti ho inviato due mail ma non ho ricevuto cenni da te. Forse non sono mai giunte a destinazione, o non so.
    Certamente non le hai lette: avevo inserito la richiesta di conferma lettura che non mi è tornata.
    Hai il mio indirizzo, se lo ritieni puoi rispondermi in diretta.

    Cordialmente,
    pietro d’intino

    17:36, Commento
  4. Nicola

    Ovviamente non mi e’ arrivata nessuna tua mail.
    Probabilmente hai scritto male l’indirizzo, te lo riscrivo: celticablog@yahoo.it
    Saluti.

    10:40, Commento
  5. nicola73

    Caro nicola rao, mi piace il suo libro, lo sto leggendo. Ignoravo quanto da lei scritto. Anche perché la retorica e l’ ipocrisia delle sinistre (e non solo) ce lo hanno tenuto nascosto, la solita storia, loro sono i buoni, i fascisti quelli cattivi!!!!

    23:05, Commento
  6. Nicola

    Grazie, ma parli de ‘La fiamma e la celtica’ o de ‘Il sangue e la celtica’?

    13:00, Commento
  7. nicola73

    “Il sangue e la celtica”. Ma leggerò anche l’ altro. In un paese dove il libro più letto è twilight, ogni tanto viene scritto qualcosa di buono, sicuramente non banale!!

    14:05, Commento
  8. Nicola

    Grazie, Nicola, davvero.

    20:15, Commento
  9. nicola73

    C’ è una cosa che devo dirle. Sul golpe borghese, lei ha scritto di una partecipazione di cosa nostra. Ma io ho letto su un libro che Buscetta affermò che il principe borghese aveva proposto a cosa nostra un sostegno, sostegno rifiutato perché Borghese chiese agli umomini d’ onore di distinguersi in qualche maniera dagli altri partecipanti. Se non sbaglio era un libro o di Biagi o di Lodato, non ricordo bene, ricordo solo questo particolare. Chiedo scusa per le eventuali imprecisioni ortografiche e lessicali. La saluto!!!

    17:25, Commento
  10. Nicola

    Si, parlo della partecipazione di Cosa nostra al golpe, o meglio riporto quanto riferiscono al Sid alcuni collaboratori di Borghese. Effettivamente,dei possibili rapporti tra Cosa nostra e Borghese hanno parlato anche altri e la questione e’ ancora poco chiara.

    18:34, Commento
  11. nicola73

    Vorrei chiederle anche un’ altra cosa. All’ incirca negli anni 70 in versilia, a lido di camaiore (lucca), fu dato alle fiamme un locale, il cui nome dovrebbe essere stato “blue sea” o simile, perché ritenuto un covo di fascisti, Episodio che fa da corollario ad un fatto antecedente, quando una persona fu ferita mortalmente, stava vendendo l’ unità altro quotidiano di sinistra. Prenda il tutto con beneficio d’ inventario, a me lo hanno raccontato, ma non se ne parla facilmente di questi argomenti! Saluti!

    18:53, Commento
  12. Nicola

    Non ne so nulla. Provero’ a documentarmi.

    11:02, Commento
  13. nicola73

    Grazie, mi farebbe piacere. Me lo hanno sempre raccontato frammentariamente, e sempre persone di sinistra. Magari lei non me lo riferirà con il punto di vista di un camerata. ma un racconto obiettivo mi renderebbe soddisfatto. Antcipatamente la ringrazio per il suo interessamento

    15:34, Commento
  14. nicola73

    Un altro elemento potrebbe esserle utile. Il locale di cui le parlavo è stato ricostruito, ora è un bar ristorante, e si trova esattamente sul viale Europa a lido di camaiore, adesso ha un altro nome e un altro proprietario. Il proprietario di allora era un certo Pellegrini, ed era un fascista (mi hanno raccontato che serviva il caffè in camicia nera). Il locale fu dato alle fiamme in risposta proprio all’ agguato mortale al tizio che vendeva l’ unità o il manifesto. Prima dell’ assalto al locale, ci fu un comizio di compagni, poi l’ assalto dalla spiaggia e dal viale antistante il locale. Quando le fiamme raggiunsero il tetto, scoppiò un lungo appaluso, dopodiché la folla si disperse. Mi scusi se sono insistente, ma se a distanza di 30 anni fosse data visibilità all’ episodio, qualcuno avrebbe da riflettere. La saluto!

    18:32, Commento
  15. pietro d'intino

    Non so che dire. Ho verificato nella cartella sent-mail ed entrambe risultano regolarmente inviate con l’indirizzo corretto.
    Il mio indirizzo credo ti compaia, perché non provi a inviarmi tu una mail? Nelle mie ti avevo specificato anche mio cell, ma non credo sia il caso di renderlo pubblico sul blog.
    A risentirci,
    Pietro

    18:14, Commento
  16. Nicola

    Il tuo indirizzo mail non mi compare. Prova a rimandarmela: celticablog@yahoo.it
    Se entro due giorni non ti rispondo, avvertimi e provero’ a fornirti un altro indirizzo mail.

    09:11, Commento
  17. pietro d'intino

    No, purtroppo a tutt’oggi non ho ricevuto nulla. Desumo che neanche tu abbia ricevuto la mia mail.
    Cumunque il mio indirizzo è: pietro@volandia.com

    Se vuoi prova ad inviarmi tu qualcosa, oppure puoi fornirmi un altro indirizzo.

    Pietro

    18:51, Commento
  18. c76

    Gentile dott. Rao, ho letto con passione il suo ultimo libro e penso che sia il migliore sull’argomento. Le premetto che già dieci anni fa ,appena uscito in libreria, lessi ,trovandolo bellissimo, “Neofascisti” , che poi ho riletto nella edizione aggiornata de “La Fiamma e la Celtica”. Dalle note ho compreso che uscirà un altro libro per completare la trilogia della Celtica, e a tale proposito mi permetto di darle una idea (che sarebbe anche un desiderio) magari per un’altra opera. In pratica un libro sugli “ideali della Celtica”, che racconti dal punto di vista di coloro che hanno militato nel mondo da lei egregiamente raccontato fino ad ora ( che siano politici affermati o di periferia, ideologi, giornalisti,esponenti di primo piano dei gruppi extraparlamentari, e semplici militanti o simpatizzanti) le idee, le speranze, la passione, le illusioni, le delusioni e gli obiettivi per cui valeva la pena di vivere “a destra” e soffrire in quella Italia, analizzando, anche in maniera schematica, le storie e le idee-guida dei principali movimenti extraparlamentari (ON, AN, TP, FN, NAR etc.) e delle correnti del MSI. Ritengo che un libro su questo genere, forse ancora non edito in Italia, con la sua grande capacità di raccontare quel mondo e di raccogliere le testimonianze dei protagonisti (grandi e piccoli) desterebbe sicuramente un grande interesse. Spero che lei non trovi banale questa mia idea e che magari in futuro possa regalarci il piacere di leggere un altro libro su questo piccolo mondo.
    La ringrazio e la saluto.
    Carlo

    15:36, Commento
  19. rao

    Ciao, Carlo, grazie per la stima e i complimenti. Ma, sinceramente, non capisco la tua idea in cosa sia diversa da quello che ho provato gia’ a raccontare ne ‘La Fiamma e la celtica’. Attendo chiarimenti. Un saluto. Nicola

    19:15, Commento
  20. c76

    Sicuramente “la Fiamma e la Celtica” è un libro che tratta l’argomento della destra italiana in maniera eccezionale e appassionante, raccontando eventi, personaggi ed ideali in maniera molto esaustiva, tuttavia la mia idea era quella di un altro libro che magari si soffermasse maggiormente su quelli che erano gli ideali e le speranze di tanti ragazzi che hanno vissuto in quel particolare periodo storico, raccontati da ognuno di loro, che si tratti di politici importanti o meno, di militanti extraparlamentari o simpatizzanti, facendo un ulteriore approfondimento sulle varie correnti del MSI ma soprattutto sulla storia e sulle idee guida delle principali organizzazioni extraparlamentari. Nella Fiamma e la Celtica molti personaggi hanno già detto la loro ma sarebbe bello che questo discorso fosse ampliato. Per esempio ne “Il Sangue e la Celtica” vi sono molte testimonianze che penso si possano tranquillamente definire “inedite” sugli anni di piombo in quanto presumo che essendo passati diversi anni molti protagonisti hanno avuto meno timore di raccontare determinati fatti. Come ho già scritto nella precedente e-mail un libro di questo genere sarebbe più che altro un mio desiderio per continuare a scoprire un mondo che per tanti anni non è stato mai raccontato (oppure è stato raccontato solamente come un mondo di bombaroli, golpisti,esaltati, assassini, traditori etc) così bene come nei suoi libri. Spero di essere riuscito a spiegare quello che intendevo dire……chi lo sà se un giorno magari uscirà un Suo libro dal titolo “Gli ideali e la Celtica” o qualcosa di simile. La ringrazio vivamente per la sua gentilezza e le invio sinceri auguri di buon lavoro per “Il Piombo e la Celtica”.Distinti saluti.
    Carlo

    22:22, Commento
  21. Nicola

    Capito, il racconto di 60 anni di speranze, sogni e militanza, fatto ascoltando protagonisti meno noti in giro per l’Italia (insisto, e’ abbastanza simile a quello che ho fatto con ‘La fiamma e la celtica’).
    Mah, chissa’, prima o poi lo faro’, anche se, vista la velocita’ con cui la destra italiana si sta trasformando, tra qualche anno tutto questo potrebbe essere solo archeologia politica. Vedremo.
    Un saluto.

    13:02, Commento
  22. nicola73

    Sarà pure archeologia politica, ma resto fedele al quel retaggio politico culturale. Del resto poco mi importa. E’ vero che purtroppo questa gente ci governa, ma spero di aver toccato il fondo. Non può andar male per sempre, del resto la speranza è l’ ultima a morire. Ultimamente sto conoscendo molte persone che si associano a quanto sopra esposto, è un buon segno, la fiamma ancora non si è spenta. Quanto al PDL, che vadano a farsi fottere!!!!

    18:37, Commento
  23. sergio

    il piombo e la celtica: peccato che alcuni pronomi personali siano sbagliati ma soprattutto ,pagina 455, quattro lustri sono venti anni e non quaranta.il libro resta comunque ottimo

    16:55, Commento
  24. Nicola

    Grazie per la segnalazione dell’errore sui quattro lustri, la girerò alla casa editrice che provvederà a correggerla nella prossima edizione. Quanto ai pronomi personali sbagliati, se fosse più preciso, forse sarebbe meglio.

    17:01, Commento
  25. nicola73

    il libro è interessante, senza alcun dubbio. vorrei che tanti “compagni” lo leggessero (almeno quelli che sanno leggere, dagli analfabeti, cerchia assai diffusa che racchiude la quasi intera categoria politica sinistrorsa, non mi aspetto niente). e comunque mi affascinano molto di più i personaggi che lei descrive che non i politici con la faccia da idiota che si vedono in televisione e sui giornali.
    PS: evito le maiuscole perché sono fini a se stesse, non perché non sappia dove metterle!!!

    15:23, Commento
  26. Nicola

    Grazie per l’apprezzament e non si preoccupi delle maiuscole :-)

    09:21, Commento
  27. nicola73

    Prego! ma forse mi sono spiegato male: il libro è interessante, certi aspetti andrebbero approfonditi di più, tipo l’ implicazione nella strage alla stazione di bologna. ma sono convinto che probabilmente su l’ argomento andrebbe scritto un altro libr.

    19:34, Commento
  28. Nicola

    SI, esatto, anche perchè questo non era un libro sulla strage di Bologna, ma sul terrorismo nero raccontato dai suoi protagonisti dal ‘74 al ‘94. E soprattutto sulle cause e la genesi di questa violenza.

    20:04, Commento
  29. nicola73

    Se è vero cio’ che dice Pazienza, che cioè nella strage di Bologna i neofascisti non hanno alcuna responsabilità né diretta né indiretta, perché i “compagni”, con tediosa retorica, continuano a dare la colpa ai neofascisti? Non sarà che invece siano coinvolti loro stessi? Io ho 36 anni, mi interesso di politica dagli anni delle scuole superiori, e da allora i “compagni” dicono sempre più o meno le stesse cose, cambiando la forma ma non la sostanza.

    14:24, Commento
  30. Nicola

    Non mi sembra che tutti i ‘compagni’ giurino sulla colpevolezza dei fascisti per la strage di Bologna, anzi. Ti ricordo che molti di loro hanno animato e alimentato il comitato ‘e se fossero innocenti?’, in difesa di Mambro e Fioravanti.
    Forse ti riferisci al fatto che secondo i compagni altre stragi, quelle tra il 1969 e il 1974 siano state compiute dai fascisti. Ma questa è materia del libro precedente sulla quale mi sono sfiancato e non vorrei tornarci.

    09:00, Commento
  31. nicola73

    Già, ma cio’ non esclude l’ ipotesi che invece la mano nella strage di bologna ce l’ abbiano funzionari dello stato (leggi servizi segreti) tendenzialmente di sinistra, perché altrimenti non si spiega questo accanimento non solo giudiziario nei confronti dei neofascisti!

    14:05, Commento
  32. Alberto71

    Carissimo Rao,
    innanzitutto complimenti per i tuoi libri che sono molto esaurienti e scritti bene.
    Il sangue e la celtica l’ho letto in 2 giorni.
    Penso che i tuoi argomenti siano fonte di molte verità nascoste,quindi
    apprezzo i tuoi lavori.Anzi,cerco di sponsorizzarli facendoli comprare ai miei amici di destra.
    Un saluto ed un in bocca al lupo

    11:05, Commento
  33. Alberto71

    …scusami per l’errore…Il piombo e la Celtica l’ho letto in 2
    giorni.

    11:07, Commento
  34. Nicola

    Ciao Alberto, ti ringrazio per i complimenti e per l’operazione di marketing che stai compiendo in mio favore presso i tuoi amici…
    Un saluto e a presto.

    15:51, Commento
  35. ephifanius

    Non voglio fare il bastian contrario a tutti i costi, ma voglio tornare alla vexata questio della madre di tutte le stragi:Piazza Fontana. Io reputo che anche lei abbia subito la medesima “intossicazione” operata da oltranzisti di sinistra in tutte le salse, da pistaroli “fontanologhi” che a getto continuo hanno innondato le librerie dello stivale con il solito mantra:”la strage è nera”, sono stati i fascisti”. Le ricordo cosa disse in una intervista Giangiacomo Feltrinelli, rilasciata il 25 aprile 1969, il quale sosteneva nella medesima, che la congiura si era servita di giovani più o meno anarchici. “…infiltrati pesantemente da agenti provocatori,fascisti, che amano con facilità parlare di bombe, che di tanto in tanto, possono far esplodere qualche bomba carta che fa più rumore che danni.Giovani che prestano facilmente il fianco per essere indiziati di atti criminosi come gli attentati di Milano e di Roma”. Ecco il suo tallone d’achille, Rao ignorare che anche Feltrinelli, tramite il Loredan, aveva infiltrato i circoli veneti di Ordine Nuovo…ma lei su tale versante è come le tre scimiette, non vede, non sente, non parla!(Guido Panvini:”Ordine nero gueriglia rossa” pg.91 edizioni Einaudi 2009.

    06:42, Commento
  36. nicola73

    Caro ephifanius, io personalmente ancora non ho ben capito il dottor rao da che parte sta!!

    14:45, Commento
  37. Nicola

    Caro Nicola 73, non sto da nessuna parte.
    Io faccio il mio mestiere, che è quello di tentare di raccontare uomini e storie dei nostri tempi, cercando di capirli e interpretarli, domandando, interrogandomi e intervistando.
    Con tanti dubbi e poche certezze.
    Non milito in partiti politici, non ho verità da dimostrare, nè dogmi da imporre e tantomeno persone da difendere o proteggere.

    19:34, Commento
  38. nicola73

    Non era mia intenzione offenderla, se lo facessi preferirei farlo personalmente a 4 occhi, non su un blog. La mia era una risposta “ironica” ad ephifanius, perché è vero che lei non si capisce da che parte sta. Non le nascondo la mia curiosità ma per doveroso rispetto non lo chiederò mai di dirmelo, a prescindere dal fatto che lei sia disposto a dirmelo o meno. Cordiali saluti!
    PS Devo dirle che mi ha un po’ deluso la dichiarazione di fioravanti sulla fine dell’ esperienza rivoluzionaria dei NAR, da uno personaggio simile mi aspettavo altro atteggiamento, non di certo una resa incondizionata.

    15:01, Commento
  39. Nicola

    A quale dichiarazione di Fioravanti ti riferisci, esattamente, Nicola?

    11:53, Commento
  40. nicola73

    Per essere sincero, l’ ho letto sul libro di baldoni e provisionato, anni di piombo. In sostanza nel corso di un ‘udienza in cui chiaramente fioravanti è imputato, legge una dichiarazione in cui afferma che l’ esperienza rivoluzionaria intrapresa dai NAR deve considerarsi conclusa e che “diffida” dall’ utilizzare questa sigla per azioni simili. le risulta?

    15:40, Commento
  41. Nicola

    Mi devi circostanziare il processo, la data e a cosa si riferisce esattamente Fioravanti. E’ possibile, ma del resto che l’esperienza dei Nar si sia conclusa credo sia un dato di fatto incontrovertibile da almeno 25 anni, quindi non capisco dove sia lo scandalo in questa affermazione.

    10:35, Commento
  42. nicola73

    Se vuole posso anche circostanziarlo, ma quel che volevo dire è se è possibile che un personaggio come fioravanti abbia espresso un tale pensiero spontaneamente oppure qualcuno l’ abbia costretto a dirlo. Ho letto (non ricordo se sul suo libro o su altri) che ci sono stati dei camerati che non si sono mai dissociati da quello che hanno fatto. Lo stesso concutelli, in un libro intervista pubblicato da marsilio, ha affermato nelle primissime pagine che non si pente di ciò che ha fatto, ma se tornasse indietro non lo farebbe perché non è servito a niente. Ma siccome lei è uno “pignolo” (detto in senso buono), mi riservo di farle avere i riferimenti bibliografici.

    13:33, Commento
  43. Nicola

    Ok, grazie

    10:49, Commento
  44. ephifanius

    Piazza Fontana 40 Anni Dopo 12/12/1969 12/12/2009
    La recente sentenza assolutoria, all’ennesimo processo (otto/nove, tra processi di primo grado, ricorsi, d’appello, cassazione…) ai presunti autori della strage di Milano, è un’offesa alla verità e alla giustizia. Perchè, dopo trentasei anni dalla tragedia di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, non sappiamo ancora chi mise la bomba e, per le sedici vittime, per i quarantacinque clienti feriti, per i numerosi feriti tra i dipendenti della Banca Nazionale dell’Agricoltura, coinvolti nell’ esplosione, non si trovano i responsabili. Tutti assolti. Tutti a casa. E le vittime? Ricordiamo quel terribile pomeriggio, per Milano e per tutti noi, è parte di un passato che non passa quando una mano assassina, sotto il bancone posto al centro del salone della Banca, posa una borsa di pelle, contiene una cassetta metallica con sette chili di tritolo. L’esplosione è tremenda, causa quattordici vittime e quarantasette feriti gravi. Le schegge dirompenti del ferro della cassetta sono micidiali, i feriti, alcuni hanno gli arti amputati, due con lesioni mortali decedono successivamente in ospedale, (il 25 dicembre e il 2 gennaio 1970). Inoltre nella Banca rimangono feriti; tredici impiegati presenti nel salone, altri quattordici che lavorano al primo piano, cinque al secondo e uno al terzo piano, Sul marciapiede fuori della Banca, tra i passanti sette sono i feriti e nel ristorante “L’angelo”, sito nella parte posteriore altri due feriti tra i commensali. Un triste e grave bilancio. Nel salone devastato della Banca, l’orologio è bloccato alle ore 16,37 del 12 dicembre 1969 e nel pavimento si è aperta una voragine. Voragine che, dopo trentasei anni non si riesce a chiudere, assicurando gli assassini alla giustizia e dare giustizia alle vittime. E’ proprio un passato che non passa perchè, la Corte d’Assise di Milano, del vecchio Palazzo di Giustizia, si trova proprio in Piazza Fontana dove il 29 agosto 1900 viene processato l’anarchico Gaetano Bresci è condannato all’ergastolo, per l’uccisione di Umberto 10 il 29 luglio di quell’anno a Monza. Quella piazza e quel palazzo, per gli anarchici diventano un nuovo simbolo, infatti nell’anniversario dell’eccidio il 29 luglio 1919 un altro anarchico, Bruno Filippi posa una bomba sopra l’armadio di una stanza della Corte del Tribunale che, alle ore 16 e pochi minuti esplode, devastando due locali dopo aver demolito il muro divisorio, tramortendo e spaventando cancellieri e avvocati presenti negli uffici adiacenti. Dopo sessantanove anni dall’attentato di Monza e dopo cinquanta dalla bomba di Bruno Filippi, la bomba di Piazza Fontana del dicembre 1969 esplode alle ore 16 e 37. Coincidenze? Perchè proprio quella piazza? C’è un preciso significato? E bene sapere che, il 21 marzo 1969 il Circolo Anarchico di Milano, sul bollettino n.1 “Terra e Vita” pubblica uno scritto di Pietro Valpreda e si può leggere: “Per poter realizzare una società libera… bisogna purtroppo passare attraverso una fase violenta. Che gli anarchici facciano scoppiare le loro bombe solo in zone isolate e false… Centinaia di giovani sono pronti ad organizzarsi per riprendere il posto del nemici dello Stato e a gridare “Ne Dio ne padroni”, con la dinamite… col pugnale, con la pistola di Bresci, col mitra… con la bomba di Filippi…” (Quel Filippi che era stato trovato dilaniato da una sua bomba esplosa accidentalmente il 7 settembre 1919 al “New Club”, al piano superiore del ristorante “Biffi” di Milano). Il richiamo alle bombe di Bruno Filippi di cinquant’anni prima, sembra chiaro e dovrebbe preoccupare. Come ci si doveva preoccupare della strana intervista rilasciata dal Valpreda al settimanale “Ciao 2001″ di Roma, e pubblicata il 19 novembre 1969 si leggeva: “Occorre un’azione esemplare che, anche partendo da un limitato gruppo di individui, riesca a coinvolgere il massimo numero di persone e che, nello stesso momento in cui viene fatta, da se stessa è superata, perchè indica a tutti quelli che vi hanno preso parte un altro obiettivo da colpire, un’altra azione esemplare da compiere che riesca a coinvolgere un numero sempre maggiore di individui”. Cosa intendeva Valpreda per “Azione Esemplare”, un mese prima della strage di Piazza Fontana? Fatto sta che la Questura di Milano si mosse verso la pista anarchica, arrestando il Valpreda il 16 dicembre 1969, anche per la determinante testimonianza del tassista Cornelio Rolandi, che dichiarò di aver quel giorno, accompagnato Valpreda alla Banca. (il Rolandi, è bene si sappia, era un tesserato al Partito Comunista Italiano ma dopo quella testimonianza non gli venne più rinnovato il tesseramento al partito). Pietro Valpreda verrà rinviato a giudizio quale esecutore con altri, della strage di Piazza Fontana a Milano. Un documento del S.I.D. datato 16 aprile 1973 con n0 5824 di protocollo e avente come oggetto “Strage di Piazza Fontana” fa riferimento ad un rapporto interno e riservatissimo della direzione del Partito Comunista Italiano, dove si stabiliva che il Valpreda secondo l’ onorevole A. Cossutta, era coinvolto nell’attentato di Piazza Fontana e precisamente: “Si fa notare che Armando Cossutta fece a suo tempo un rapporto riservatissimo alla direzione del Partito Comunista Italiano sui fatti di Piazza Fontana, nel quale dichiarava di essere convinto della colpevolezza di Valpreda, strumento forse inconsapevole di elementi di destra”. E il giornale comunista “l’Unità”, nel pubblicare la foto di Valpreda, taglia un pezzo di braccio per non far vedere che saluta a pugno chiuso. Poi è storia nota e vergognosa. Pietro Valpreda, con una legge fatta appositamente per lui, uscirà di galera e il “Manifesto” lo candida alle elezioni politiche. Mentre centocinquanta fra Agenti di P.S. e Carabinieri, avranno il compito di vigilare su Pietro Valpreda giorno e notte affinchè a questo anarchico, ex ballerino che, documentate indagini e testimonianze, danno come l’autore della strage di Piazza Fontana, non venga torto un capello. Si sconfina anche nell’irriguardoso e nel ridicolo; sui muri delle case d’ Italia viene scritto da mani burlone: “Mancini è onesto, la Loren è vergine e Valpreda è innocente”. Gli imputati della strage cambiano, agli anarchici si aggiungono i neofascisti (Freda, Ventura, Giannettini…), che al giovane complesso musicale “Gli amici del Vento” farà cantare; “Trama nera, trama nera, sol con te si fa carriera…”. Discussioni a non finire su “Strage di Stato” e di “Strage contro lo Stato” che, avvelenano sempre più gli animi, Cosi si va avanti, processi e condanne, ricorsi e sentenze annullate, poi ancora condanne e assoluzioni. I processi si trascineranno nel tempo, ora, dopo ben trentasei anni di questa vicenda giudiziaria, legata alla strage di Piazza Fontana la Cassazione assolve gli ultimi imputati. Rimane il mistero, rimane il segreto. Povere vittime. Poveri familiari delle vittime, pure condannati a dover pagare (salvo intervento dello Stato) le spese processuali per una strage senza colpevoli. Ma non c’è alibi e attenuanti per la complicità con chi, individui o partiti o apparati dello Stato hanno bisogno di stragi per sopravvivere. Poveri italiani, in tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli!?!

    02:28, Commento
  45. paolo

    salve nicola!
    complimenti per la serie sulla celtica!
    volevo fare una domanda riguardo l’apparato fotografico di “il piombo e la celtica”, l’ultima fotografia ritrae giusva fioravanti durante un processo anni ‘80, dietro di lui è ben visibile un altro ragazzo, si puo’ sapere chi è? (ho una mezza idea ma nn sono sicuro).

    17:36, Commento
  46. paolo

    x nicola73

    scusa riguardo la tua delusione sulle dichiarazioni di fioravanti….ma perche quelle di concutelli cosa hanno di diverso? anche lui, con qualche giro di parole prende le distanze dal passato, dopo qualche frase da duro di circostanza, in tv in una intervista con piroso ha ammesso: “chi ero io per fare il boia, per decidere della vita della gente?”. voglio dire è ovvio che in un modo o nell’altro abiano rimorso e prendano le distanze dal passato. anche perche a 40/50 anni non puoi pensare nello steso modo in cui facevi a 18/25, altrimenti saresti un ritardato mentale!

    17:44, Commento
  47. Nicola

    Ciao Psolo, grazie per i complimenti. Non ci avevo mai fatto caso, la foto l’ho rivista ora. Non ne sarei sicuro ma sembrerebbe Stefano Soderini. Tu a chi pensavi?

    19:45, Commento
  48. paolo

    si infatti, anche io ho pensato a soderini!! è la prima volta che compare una loro foto insieme!! nella prossima edizione del libro sarebbe bene aggiungerlo nella didascalia, sono foto asolutamente inedite!!!
    complimenti ancora!!

    19:15, Commento
  49. ephifanius

    Per Rao, repetita iuvant, ascolti l’intervista di Oreste Scalzone,un maitre à penser dell’ultrasinistra, sull’emittente Radio Cane a proposito della strage di Piazza Fontana. Purtroppo lei su tale versante ripete un tragico errore: non sente, non parla, non vede, mentre sul versante dell’estrema destra segue pedissiquamente le farneticazioni di un Angelo Izzo!

    03:13, Commento
  50. Nicola

    Grazie, Paolo. seguirò il tuo consiglio. A presto.

    11:00, Commento
  51. Pierpaolo

    Buogiorno, ho appena finito di leggere il suo libro il piombo e la celtica…mi ha spezzato il cuore, fatto soffrire e molto meditare; medito sulla fortuna che ho avuto a nascere una decina di anni dopo di lei,nel ‘73,; credo che avrei corso il rischio di rimanere inghiottito nella violenza di quegli anni; questa è una sensazione che ho sempre avuto essendo stato per qualche tempo in gioventù un militante del msi; ma erano anni “tranqulli”, i primissimi anni 90.Le mie paure sono emerse di nuovo leggendo un passo del suo libro…quando descrive alcuni di questi ragazzi degli anni di piombo…”posso solo dire che ho conosciuto una pattuglia di ventenni romantici, coraggiosi e ipersensibili, che decisero di unirsi ad altri ventenni sulla base di decisioni impulsive, prese sull’onda delle emozioni suscitate da troppe morti inutil e da un senso di profonda amiciziai….” la descrizione di molti giovanissimi con l’ardore e gli ideali di giustizia ed amicizia, dunque ho riconosciuto i venti anni che ho avuto e ringrazio di averli avuti negli anni 90.Vorrei complimentarmi per il libro per la grande testionianza che ci dà di quegli anni,un grande libro!!!
    Pierpaolo

    20:15, Commento
  52. Nicola

    La citazione che hai pubblicato è tratta dalla testimonianza di Marco Valle, militante triestino trapiantato a Milano. Ed è effettivamente molto toccante.
    Grazie per il tuo contributo e per i complimenti, Pierpaolo. Un saluto.

    15:35, Commento

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