Nell’indifferenza generale, con poche udienze alla settimana e disertato dai testimoni, si sta tuttora svolgendo il processo, forse l’ultimo, per la strage di piazza della Loggia a Brescia. A trentacinque anni di distanza da quell’evento. Negli ultimi anni si sono conclusi altri processi per strage, riaperti sulla base di nuove investigazioni condotte negli anni Novanta principalmente dal giudice Guido Salvini: quello della Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano (12 dicembre 1969) e quello della questura di via Fatebenefratelli, sempre a Milano (17 maggio 1973).

Questi tre processi sono accomunati dalla natura delle accuse e dalle persone rinviate a giudizio: tutti esponenti del gruppo neofascista Ordine Nuovo (On), tra cui spiccano i nomi di Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, rispettivamente dirigente e militante, negli anni a cui risalgono le stragi, della cellula ordinovista con sede a Venezia-Mestre. Il processo di Brescia, ad esempio, vede rinviati a giudizio proprio Zorzi e Maggi (che all’epoca era anche leader di Ordine Nuovo nel Triveneto), oltre a Pino Rauti (ex leader nazionale di On), Francesco Delfino (allora capitano dei carabinieri), Giovanni Maifredi, Maurizio Tramonte.

[…] Gli ultimi due anni hanno segnato l’inizio di una possibile svolta nelle posizioni riscontrabili nell’area neo e post-fascista. Nel 2008 è uscito un nuovo libro di Nicola Rao, giornalista con chiare simpatie di destra, intitolato ‘Il sangue e la celtica’. Nel suo libro precedente, ‘Neofascisti’ (1999), ripubblicato in versione riveduta e aggiornata nel 2006 (’La fiamma e la celtica’), Rao aveva ignorato le stragi. Nel nuovo libro, al contrario, Rao affronta il nodo delle stragi e. sulla base di nuove dirette testimonianze, giunge a conclusioni assai vicine a quelle delle recenit sentenze. In breve, l’autore, accogliendo le dichiarazioni dei testi al processo di piazza Fontana, incluse quelle di ex camerati, sposa la tesi della colpevolezza di Freda e Ventura e di Ordine Nuovo per piazza Fontana e accetta che dietro piazza della Loggia vi siano elementi neofascisti. Rao rimane convinto che i neofascisti non c’entrino affatto con Bologna, ma non tenta più di sostenere la tesi che siano innocenti per tutte le stragi.

iI libro ha suscitato vivaci e contrastanti reazioni sia a destra sia a sinistra, riportare dall’autore nel suo blog. Nell’ambito della destra c’è chi ha scelto di avvalorare la sua posizione come Palombi su ‘Il Foglio’ (6 dicembre 2006). O come Maurizio Gasparri. Dall’altro lato, ‘Il Secolo d’Italia’, come denuncia Rao, si è dimostrato ostile, con un corsivo a penna di Federica Perri. A sua volta Gennaro Sangiuliano sul ‘Roma’ (3 marzo 2009) ha ribadito che ”ai fascisti non può essere imputato il sangue delle stragi”. Sempre Rao denuncia una fortissima ostilità al volume da parte di Murelli e Adinolfi, tuttora militanti della destra radicale.

In breve, il volume ha aperto la strada alle prime, seppure ancora stentate, accettazioni delle risultanze processuali, almeno per quanto riguarda la strage di piazza Fontana e quella di Brescia. In questo contesto, stupisce però la reazione negativa del quotidiano di An, mentre non sorprende la posizione adottata dai gruppi radicali. Come sostiene l’ormai vasta pubblicistica sulla riconciliazione nazionale, il superamento di atteggiamenti settari coinvolge un processo complesso di spoliazione dei vecchi abiti mentali e di acquisizione di nuovi codici narrativi e interpretativi che permettano di sviluppare una visione di sè e del proprio gruppo di appartenenza non stereotipata e immutabile, ma aperta a una molteplicità di voci.

Questo processo comporta che si compiano una serie di passi, ciascuno dei quali è suscettibile di forme di resistenza attiva e passiva all’interno del gruppo. Essi vanno dalla pubblica accettazione della verità storico-giudiziaria all’assunzione di ”lenti bifocali”, con conseguente non demonizzazione degli avversari e glorificazione del gruppo di appartenenza; dalla costruzione di una memoria storica ‘allargata’, quindi non più intesa come una contro-memoria alternativa di una comunità politico/ideologica, alla rinuncia a considerare il proprio gruppo in termini vittimistici e persecutori.

Se applichiamo ad An questo schema interpretativo, con riferimento alle recenti risultanze processuali sulle stragi, possiamo concludere che fino ad anni recenti le posizioni adottate ufficialmente e prevalenti al suo interno denotano una mancata rifocalizzazione e riallineamento della memoria politica di questo partito, così che possa collimare con le sue idee correnti e in primo luogo con la vocazione democratica. Al contrario, esse mostrano la continua costruzione di una verità alternativa a quella giudiziaria e di storie, miti e simboli in condivisione con la destra radicale. Il neofascismo continua ad essere presentato come un gruppo uniformemente ‘puro’ ed eroico, perseguitato da infami avversari che ne hanno fatto un capro espiatorio e hanno tentato in tutti i modi- non ultimo con i processi- di diffamarlo e disonorarlo. La continua trasmissione di una  memoria storica in comune con la destra radicale implica necessariamente una forte prossimità con quest’area, a dispetto delle avvenute scissioni e divisioni.

Questo atteggiamento è in contrasto con la posizione ufficiale di An in relazione al fascismo, che ha visto un chiaro, seppur graduale, distacco dal proprio passato, perlomeno da parte della leadership del partito. A partire dal 2008 si è avviato un primo confronto all’interno della destra sulla stagione delle stragi che lascia intravedere la possibilità di una divergenza netta di posizioni, tuttavia la linea di demarcazione rimane ancora molto confusa, nè vi è stato un intervento chiarificatore dei leader di An, quasi la questione non li riguardasse. Eppure ci si sarebbe potuto aspettare che questi ultimi prendessero spunto dal libro di Rao per riposizionare il partito in relazione al proprio passato recente, dopo averlo fatto rispetto al ventennio.

Anna Canto Bull-(professoressa di storia e politica italiana all’università di Bath (Gb)- Il Sole 24 ore del 13-12-2009

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